Il coaching un grande alleato nei periodi di incertezza: intervista a Raffaella Iaselli, Coach certificata di CoachHub

“Affianco le persone a vivere con entusiasmo le sfide, cavalcando l’incertezza, imparando a trarne apprendimenti costruttivi a proprio vantaggio!”

Il contesto attuale della pandemia ci presenta quotidianamente nuove sfide che ci obbligano a ripensare i parametri di riferimento e le abitudini consolidate: la resistenza al cambiamento è messa a dura prova, bombardati come siamo da scenari mutevoli che in poco tempo ribaltano eventi e programmi. L’incertezza è la nuova costante e per viverla al meglio sfruttandola anzi a proprio vantaggio dobbiamo allenarci ad essere flessibili, rapidi e tempestivi nei cambiamenti, in una parola possiamo diventare “antifragili” per citare Nassim Taleb. Il coaching è una metodologia preziosa per farlo e per poter vivere tutti i momenti con lucidità strategica, energia e motivazione.

 

Perchè hai deciso di diventare una coach e come sei arrivata a esserlo?

Raffaella: fin da giovane, sono stata affascinata dalle persone e dalle loro storie, volevo conoscere i loro mondi e se possibile essere utile con una parola, un sorriso, un atto di gentilezza.  Dopo anni di esperienze lavorative nell’ambito dell’organizzazione e delle pubbliche relazioni, della comunicazione e del marketing territoriale per varie società e istituzioni, la passione per lo sviluppo delle persone e i loro talenti unitamente alla ricerca costante del ben-essere anche nei luoghi di lavoro mi ha portato a studiare questa metodologia.

Inoltre, grazie a questa professione, dedico buona parte del mio tempo all’apprendimento continuo per essere una coach sempre più efficace e aggiornata e, poiché amo approfondire e conoscere approcci diversi, questo è un altro aspetto della professione che mi piace molto. Dopo ogni sessione di coaching sento l’entusiasmo e la gratitudine che deriva dal lavorare con le persone con stima, fiducia e ottimismo nel supportarle a esprimere il loro potenziale e peculiare progetto di vita.

 

Qual è una buona pratica o un consiglio da coach che usi spesso nella tua vita quotidiana e come lo applichi soprattutto in questo periodo di incertezza?

Poiché mi piace pensare di “essere” coach e non di svolgere la professione di “coach”, cerco di allenarmi quotidianamente nel trarre spunti utili di crescita personale soprattutto nelle criticità o nei momenti emotivamente significativi o di incertezza: diventare sempre più consapevoli del proprio mondo interiore permette di sintonizzarsi con maggior efficacia con il contesto esterno e di  vivere con concentrazione e pienezza il presente a supporto degli altri. C’è un esercizio mentale “take the advantage” che propongo anche ai miei coachee, consiste nel ricercare sempre la parte vantaggiosa davanti a una criticità o a un ostacolo. Il solo fatto di porsi questa domanda e di attivarsi nella ricerca della risposta ci sposta dal rimuginare negativamente sull’accaduto cambiando l’approccio da passivo ad attivo con ottimismo e creatività.

Altra risorsa fondamentale è l’allineamento con i nostri valori per compiere scelte congruenti che ci facciano “danzare” nel flusso col tempismo e il ritmo più adatti al momento, significa pensare e agire con autonomia e spirito di indipendenza ricordandoci che abbiamo sempre facoltà di scelta e che è importante individuare le diverse opzioni per imboccare la strada più in linea con la nostra personalità e direzione.

 

Quali credi siano le capacità principali per una leadership di successo in questo periodo così particolare e come può aiutare il coaching?

Nella fase attuale, un buon leader si distingue per un’accentuata capacità di essere empatico ed emotivamente intelligente nel cogliere gli stati d’animo, i punti di forza e le fragilità dei suoi collaboratori per motivarli e supportarli nell’operatività. Il coaching è un valido alleato della leadership perché aiuta nel fare chiarezza sulla strategia e sulla congruenza tra valori, direzione e azioni. Lavora molto sulla gestione delle emozioni e sulla comunicazione efficace, strumenti essenziali per un leader assertivo e carismatico.

Affinare una comunicazione chiara e trasparente sulle azioni da intraprendere, evidenziandone l’utilità in vista dello scopo a medio e lungo termine e degli obiettivi da raggiungere motiva la squadra trasmettendo sicurezza e serenità. Oltre a ciò, l’utilizzo sapiente del feedback può incentivare una cultura aziendale in cui le divergenze siano viste come costruttive allo sviluppo delle persone e del sistema.

E’ finita l’epoca dell’immobilismo e della ridondanza di micro analisi, si deve puntare all’essenziale con una visione sistemica a 360° pronta a intercettare le variazioni collaterali e apparentemente più distanti che in futuro possono divenire impattanti e decisive per la propria realtà. Come quando si guida un’auto, è importante guardare lontano per anticipare eventuali cambiamenti intercettando il futuro.

 

A quali tendenze stai assistendo attualmente nel coaching?

Attualmente trovo una maggiore sensibilità e attenzione al coaching soprattutto grazie a soluzioni innovative come CoachHub che, con competenza e investimento costante nell’aggiornamento sui più recenti sviluppi nel campo delle neuroscienze, democratizzano il coaching rendendolo maggiormente fruibile nella modalità digitale e di facile accesso. Recentemente ho seguito alcune manager alle prese con avanzamenti di carriera: abbiamo lavorato sulla leadership e sulla gestione dei conflitti, rinforzando l’autostima e l’assertività nella comunicazione, imparando a vedere le divergenze come normale dialettica utile a portare pareri diversi all’interno di un team.  Abbiamo riflettuto sull’importanza di separare i fatti dall’interpretazione soggettiva concentrandosi su ciò che realmente conta per l’obiettivo comune: i risultati sono stati un maggior benessere e senso di autoefficacia che ha avuto effetti positivi anche nella sfera familiare.

L’empowerment della leadership femminile passa anche attraverso una redistribuzione dei carichi familiari e una maggior consapevolezza del proprio ruolo e motivazione intrinseca. Altro tema “caldo” è quello dei giovani talenti che cambiano velocemente azienda/città e per il settore HR sta diventando sempre più importante ideare e proporre dei percorsi di carriera individuali in cui le leve motivazionali dell’apprendimento continuo e dell’interesse valoriale diventino vincenti per renderli attraenti: qui il coaching è strategico per orientare e far sì che ciascuno trovi il ruolo che più gli si addice armonizzando e facendo crescere la produttività.

 

In conclusione, hai qualcosa che vorresti aggiungere?

Ogni giorno abbiamo l’occasione di stupirci e di accogliere con gratitudine quello che la vita ci presenta se restiamo centrati e fiduciosi in noi stessi e nelle persone che ci circondano, chiedendoci quale contributo possiamo dare all’evoluzione del sistema.

E’ importante essere pragmatici scegliendo le azioni più funzionali e variando conseguentemente quelle che non lo sono più per fare spazio al nuovo. Ogni esperienza situazionale ci arricchisce e se impariamo a cavalcare l’onda dell’incertezza potremmo con stupore osservarci mentre siamo intenti a divertirci e a goderci piacevolmente il viaggio.

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