Lo sviluppo dei talenti in un contesto ibrido: il coaching come strumento per la leadership e il talent development

Il lavoro ibrido e la pandemia ci hanno insegnato quanto un cambio comportamentale sia necessario a livello aziendale. Le persone obbligate a lavorare da casa si sono spesso sentite sole, stessa cosa è avvenuta per i leader che si sono trovati a gestire i propri team da remoto.Il coaching digitale è un supporto notevole soprattutto per queste figure manageriali in un periodo di grandi cambiamenti e incertezza. Come possiamo supportare quindi i manager a comprendere le problematiche del team favorendo il loro benessere?Qui di seguito l'intervista di Mauro Magni, Senior Transformation Consultant di CoachHub ad Alessia Tistarelli, Area Manager Retail presso Monte dei paschi di Siena e coachee di CoachHubMauro: Come definisci la tua esperienza di coaching digitale con CoachHub?Alessia: Per me si tratta di un’esperienza unica che mi ha dato l’opportunità di poter lavorare su me stessa. Parlando di impatto diretto e dei risultati, ho avuto un grosso beneficio sia in ambito personale che professionale, grazie alla flessibilità del mio coach e all'utilizzo di una piattaforma davvero all’avanguardia. Fattori che costituiscono una possibilità incredibile in questo contesto, permettendoci di ottimizzare e risparmiare il tempo in senso sia pratico che logistico.Gli obiettivi si stabiliscono direttamente con il coach e la prenotazione delle sessioni avviene in maniera individuale. Questi obiettivi possono essere man mano rivisti, aspetto a mio avviso cruciale, poiché col tempo possono cambiare le nostre necessità e di conseguenza il nostro approccio.Mauro: Che impatto ha avuto su di te a livello personale?Alessia: Da un punto di vista personale la cosa più importante é di certo la consapevolezza di me stessa. Ciò che spesso tendiamo a fare, è cercare negli altri le risposte dimenticandoci che queste sono le nostre e sono lì proprio dentro di noi. Di conseguenza i cambiamenti sono stati evidenti anche in ambito lavorativo, in cui il focus sono gli obiettivi. E’ importante specificare che il mio coach mi ha anche messo a disposizione degli strumenti indispensabili per il raggiungimento di questi obiettivi.Mauro: Avevi giá avuto esperienze di coaching in passato?Non avevo mai avuto la possibilità di ricevere coaching individuale, questa è stata la prima volta ed ero curiosa di sapere cosa sarebbe avvenuto.Mi sono meravigliata di scoprire che tutte le risposte alle domande che avevo erano esattamente dentro di me e non sarei mai riuscita a trovarle senza il supporto del mio coach.Mauro: Che obiettivo avevi inizialmente?Il coaching ti è stato proposto internamente?Monte dei paschi di Siena ha messo a disposizione il coaching per supportare la performance e in supporto del management in generale. I vari obiettivi definiti, poi sono stati anche rivisti man mano con il mio coach e questo mi ha permesso di adattarli alle varie sfide che si presentavano col passare del tempo.Mauro: Credi che il coaching digitale presenti dei limiti?Alessia: L'approccio digitale favorisce l’autenticità del discorso che avvenendo in video permette di rompere qualsiasi tipo di blocco. L’attenzione e l’empatia utilizzata dal coach mi hanno portata concretamente a riflettere sui miei obiettivi e la distanza non viene percepita anzi al contrario. Questo devo dire, mi ha davvero stupita!Mauro: In che modo si può adattare alle richieste di employability e in cosa il coaching ti ha aiutata maggiormente?Alessia: Il percorso è durato 3 mesi e di certo le sessioni mi hanno permesso di dedicarmi a me in quello spazio riservato alle sessioni, fatte con una persona esterna all’impresa, altro aspetto molto importante, fissandole in maniera autonoma e flessibile in accordo con il mio coach personale.Conoscere me stessa il mio potenziale, è un forte strumento per il wellbeing e attraverso strumenti che il mio coach mi ha messo a disposizione ho imparato a gestire meglio le mie energie e migliorare in generale la mia performance e le mie capacità.Il coaching per me é stato un vero e proprio percorso di vita non soltanto un aiuto in campo professionale.Mi ha permesso inoltre di avere accesso a un tipo di management non più “tiranno” ma un management gentile, a disposizione e attento alla cura del proprio personale.Mauro: Al termine del percorso quali sono le cose emerse e come è stato condiviso il feedback internamente?Alessia: Da un punto di vista manageriale l’azienda mi ha dedicato del tempo per capire quali fossero stati i progressi. C'è stato inoltre un vero e proprio confronto con gli altri coachee per scoprire quali erano state le loro scoperte, gli obiettivi prefissati e raggiunti.Mi sono resa conto di quanto la comunicazione sia dal punto di vista collettivo che individuale come anche per i feedback abbia un grande potenziale, soprattutto per quanto riguarda la capacità di mettersi nei panni degli altri.Mauro: Con quali criteri hai scelto il tuo coach?Alessia: La piattaforma utilizza l'intelligenza artificiale e ti mette a disposizione un questionario iniziale che poi crea un match con diversi coach. Sarai poi tu stesso a scegliere il tuo coach in base alle focus area e agli obiettivi prefissati.Mauro: Da 1 a 10 quanto consiglieresti il coaching digitale di CoachHub?Alessia: La mia risposta é 11. Non scherzo, é stata una meravigliosa sorpresa. Mi sono sentita che la mia impresa stava investendo su di me e la distanza digitale non é stata affatto percepita. Anzi l’approccio é stato sempre empatico e con l’ingaggio giusto, é’ un’esperienza che auguro a tutti!Chiamaci (+39 06 9480 0140), scrivici (mail@coachhub.com) o compila il modulo sottostante per una demo
FAQ
Digital transformation is about redesigning how organizations operate, compete and create value in a rapidly evolving environment.
However, AI only delivers transformative impact when it is integrated into workflows, leadership practices and cultural norms. Without behavioral change and organizational redesign, AI remains a powerful tool with limited strategic impact.
When embedded effectively, AI strengthens innovation and increases agility, making it both a catalyst and a core capability within digital transformation.
Assessing AI readiness goes beyond evaluating technical infrastructure. It requires examining leadership alignment and organizational capability for change.
Businesses should consider:
- Do leaders share a clear and consistent vision for AI?
- Are workflows and roles being redesigned to integrate AI effectively?
- Do managers have the skills to guide their teams through uncertainty?
- Are employees confident in using AI responsibly and strategically?
- Is there a structured plan to support behavioral change over time?
AI readiness is as much about mindset and capability as it is about technology, since organizations that are prepared to invest in leadership development, change agility and performance measurement are significantly better positioned to translate AI ambition into sustained results.
The biggest challenges of AI adoption are rarely technical. They are behavioral and organizational. Common barriers include cultural resistance, fear of being replaced, lack of clarity around expectations and insufficient leadership alignment.
Many organizations underestimate the need for sustained reinforcement. A one time rollout or training program is rarely enough. Without ongoing support, accountability and reflection, initial enthusiasm fades and adoption plateaus.




