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3 modi efficaci per migliorare l’employee engagement nella nuova normalità

CoachHub · 4 February 2022 · 6 min read

Con i tassi di stress, ansia e depressione alle stelle e le “Grandi dimissioni” in pieno svolgimento, i dipendenti che hanno ancora un lavoro si sentono esausti, scoraggiati e persi più che mai. Uno studio di Spring Health condotto da The Harris Poll ha riscontrato che “più di tre quarti (76%) degli impiegati statunitensi stanno attualmente sperimentando il burnout del lavoratore”.

Nel paradigma post-pandemia, l’employee engagement (vale a dire il coinvolgimento dei dipendenti in azienda) è passato dall’entusiasmo all’empatia. Anziché organizzare attività o feste di fine anno per rafforzare l’unione dei team, è più importante che i leader siano empatici verso i loro impiegati per incoraggiare un ambiente di lavoro comprensivo.

Il sondaggio sulla salute mentale sul posto di lavoro “2021 Mental Health at Work Report” di Mind Share Partners ha evidenziato che “il 68% dei millennial e l’81% della Generazione Zeta hanno lasciato posizioni lavorative per motivi di salute mentale, compresi quelli causati dal lavoro stesso, come un ambiente opprimente e insostenibile”.

Lo stesso studio ha riscontrato che “il 91% degli intervistati crede che la cultura di un’azienda dovrebbe sostenere la salute mentale”. Per questo, i datori di lavoro non dovrebbero sminuire l’importanza del lato umano, del calore e della premura che crea sentimenti di sicurezza sul posto di lavoro, permettendo ai dipendenti di gestire meglio il loro stress e migliorare il loro benessere.

Tre modi efficaci per migliorare l’employee engagement nel 2022

Offrire coaching non solo all’alta dirigenza

Il coaching aiuta a coinvolgere i dipendenti perché consente loro di “sentirsi” visti, ascoltati e coinvolti. Uno studio dell’International Coaching Federation ha scoperto che “l’80% delle persone che ricevono coaching ha riscontrato un aumento della fiducia in sé stessa, e oltre il 70% ha beneficiato di migliori prestazioni lavorative, relazioni e capacità di comunicazione più efficaci”.

Nonostante il coaching per l’alta dirigenza sia la norma, le aziende dovrebbero offrire questa soluzione anche agli altri impiegati, ricorrendo a coach esterni, e non ai rispettivi superiori. Mentre una cultura di coaching interno è salutare per favorire una mentalità di leadership, solo i coach certificati sono dotati di formazione e certificazione professionali per soddisfare tali aspettative.

Inoltre, molti dipendenti potrebbero non sentirsi a proprio agio a parlare apertamente ai loro superiori delle loro sfide di sviluppo professionale per timore di passare per incapaci nel loro lavoro. È qui che entra in gioco CoachHub, offrendo sessioni individuali di coaching su una piattaforma che garantisce totale professionalità e riservatezza.

Coinvolgere i dipendenti sul posto di lavoro è fondamentale per qualsiasi azienda di successo e il coaching può aiutare in diversi modi. Offre infatti opportunità di sviluppo e una migliore intelligenza emotiva, poiché con il feedback si aumenta il senso di responsabilità, permettendo agli impiegati di stabilire e raggiungere meglio gli obiettivi. Questo crea interesse tra i colleghi, portando ad una produttività più elevata del solito in un ambiente aziendale senza bisogno di supervisione o guida.

Usare metodi di comunicazione efficaci, quali condividere l’importanza e l’impatto di compiti specifici, piuttosto che ricevere semplicemente istruzioni su ciò che va fatto è un buon modo per i datori di lavoro di coinvolgere i loro dipendenti.

Tuttavia, l’aspetto più rilevante è che nelle aziende che creano una cultura basata sul coaching i dipendenti identificano come “momenti di coaching” le occasioni per aiutarsi a vicenda, anche al di fuori delle competenze o capacità ufficiali. Si instaura così un ambiente di supporto che fa sentire i dipendenti importanti e apprezzati, aumentandone l’engagement.

Lo storytelling: uno strumento molto potente

Uno degli strumenti più potenti a disposizione di un leader per aumentare l’employee engagement è la condivisione di storie autentiche e personali che danno vita ai valori, alla missione e alla visione dell’azienda.

Queste storie permettono alle imprese di stabilire una connessione emotiva con i dipendenti e di entrare in risonanza con le loro necessità di sentirsi sicuri e di far parte di qualcosa di significativo e utile, in un modo che i dati freddi e rigidi non potranno mai fare.

Secondo uno studio condotto da Paul J. Zak, direttore fondatore del Center for Neuroeconomics Studies presso la Claremont Graduate University, “le storie personali innescano il rilascio nel sangue di ossitocina, il cosiddetto ‘ormone dell’empatia’, che motiva le persone a creare un legame”.

Il forte vincolo e il senso di appartenenza favoriscono la lealtà dei dipendenti e relazioni migliori, creando un ambiente di lavoro più sano che trasforma gli impiegati in ambasciatori del marchio.

Quando la narrativa interna di un’azienda rafforza l’employee engagement, li aiuta a sentirsi parte integrante di qualcosa di più grande, stimolando una maggiore lealtà, migliorando la produttività, riducendo la rotazione del personale e aumentando l’impatto positivo sui clienti attraverso l’allineamento con lo storytelling del marchio.

Creare una comunità forte

La creazione di una comunità fa un’enorme differenza nell’employee engagement. Gli impiegati che “sentono di appartenere ad una comunità riportano un livello più alto di felicità sul lavoro” secondo il rapporto “Inside the Mind of Today’s Candidate” di LinkedIn. Il senso di comunità è essenziale per la crescita della cultura aziendale, dove ogni persona si sente connessa e rispettata mentre lavora per obiettivi condivisi.

Secondo il Rapporto Gallup, “i team altamente coinvolti registrano una redditività maggiore del 21%”. Invece, la ricerca di The Engagement Institute, che è uno studio congiunto di The Conference Board, Sirota-Mercer, Deloitte, ROI, The Culture Works e Consulting LLP, ha riscontrato che “gli impiegati non motivati costano alle aziende statunitensi fino a 550 miliardi di dollari all’anno”.

Creare un senso di comunità tra i colleghi aiuterà a instaurare la fiducia, dal momento che le persone che hanno familiarità tra loro hanno maggiori probabilità di sviluppare relazioni durature che promuovono il lavoro di squadra all’interno delle organizzazioni.

Questa coesione favorisce una migliore comunicazione, permettendo di risolvere rapidamente qualsiasi problema che può portare a malintesi all’interno e tra i team. Di consequenza, aumenta la produttività e crea un ambiente di lavoro migliore, nonché processi lavorativi efficienti che portano quindi a maggiori profitti.

Gli impiegati che lavorano a stretto contatto finiscono per condividere interessi e obiettivi simili. Questo permette loro di giocare sui punti di forza dell’altro e capire quando i colleghi stanno attraversando un momento difficile o hanno bisogno di maggiore aiuto, così lavorando più efficacemente come team.

Creare comunità aiuta gli impiegati a costruirsi un’identità e un senso di appartenenza. In questo modo, si sentono accolti e i loro sforzi sono apprezzati anziché sentirsi come l’ennesimo ingranaggio della ruota.

Questo senso di comunità e la rete di supporto offrono agli impiegati conforto e un punto di riferimento a cui potersi rivolgere quando i tempi sono duri, aumentando l’employee engagement.

In conclusione: una leadership più umana

Un employee engagement elevato aiuta le aziende a creare una migliore cultura del lavoro e dipendenti più felici, migliorandone i tassi di fidelizzazione e la produttività, aspetti che incidono positivamente sui profitti.

Quindi i datori di lavoro che desiderano migliorare l’employee engagement dovrebbero offrire un supporto di coaching ai dipendenti oltre che all’alta dirigenza, sfruttare il potente strumento dello storytelling e costruire una comunità all’interno dell’organizzazione.

Se c’è una grande lezione da imparare dalle “Grandi dimissioni” è che i dipendenti vogliono lavorare per leader che condividono i loro valori, si preoccupano per loro e li trattano con rispetto in ogni aspetto.

Prendendosi cura dell’employee engagement e adottando un approccio di leadership più umano, i datori di lavoro non avranno problemi a trovare e fidelizzare grandi talenti che vogliono fare del loro meglio in questa nuova normalità.

Autore:

Sam Neo
CEO e fondatore di StoryBuddy

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